irata

Pensare ogni cosa fino a far tremare la gente

Quelli che…il fucile è l’unica cosa dura che possono tenere in mano

A riprova che l’imbarbarimento pervade ogni ambito dell’Italia contemporanea agli onori della cronaca in questi giorni assurge il tema caccia. Questa utile pratica primitiva, oggi niente più che un hobby che più che da leggi andrebbe regolamentata dalla psicoanalisi (uomini adulti che trovano divertente passare le notti all’addiaccio uccidendo animali più o meno indifesi da distanza di sicurezza? Di sicuro c’è qualcosa che non quadra.).

Il problema non è tanto come e quanto la caccia vada regolamentata quanto perché non sia stata abolita. Siamo infatti in presenza di un’attività completamente inutile e dannosa, non solo per la fauna ma per l’ambiente in generale (la favola che contadini e cacciatori siano uomini legati alla natura à là Thoreau, è appunto una favola). Il cacciatore tipo ,infatti, è un becero ignorante totalmente scevro da qualsiasi preoccupazione etica od ambientale. Quello che gli preme è giocare la sua personale versione dell’italico gioco “io ce l’ho più grosso”. Mancandogli però attributi degni di nota si ritrova a ripiegare su simboli fallici di seconda scelta: uccelli di tutt’altra natura ed esplosive estensioni di dubbio gusto ed utilità.

Si proverebbe quasi pena per questi omuncoli insicuri, in perenne ricerca di un’animalità che la natura non ha voluto conferirgli, e li si troverebbe quasi accettabili se prendessero finalmente la coerente decisione di cacciarsi fra di loro. Purtroppo invece, in puro stile squadrista (tanto per rimanere sul tema della mancanza della virilità) si pure coalizzano nel loro peculiare tipo di squadracce quando c’è a ammazzare qualche animale che superi i pochi etti (possibilmente mandando avanti qualche povero cane a farsi squartare dal solito cinghiale imbizzarrito).

Non è una sorpresa che a sostegno di questo strano animale intervenga il nostro attuale governo. Che cos’è il cacciatore se non l’esemplificazione dell’elettore tipo del centro-destra? Rozzo e ignorante, incurante di tutto ciò che esuli dai suoi interessi personali, insensibile alle contemporanee tematiche etiche e sociali, che dal proprio governo si aspetta solo che gli lasci fare i suoi comodi, indifferente alle conseguenze.

È probabile che i più ferrei sostenitori dell’elettore da caccia siano da cercarsi fra i leghisti. La caccia rientra infatti perfettamente nel loro disegno di regressione civile della nostra società. Il giovane padano descritto dall’ideologia leghista, che non studia per tramandare le tradizioni artigianali e industriali della sua Terra, dopo una lunga giornata passata a controllare il lavoro dei suoi (rigorosamente immigrati) schiavetti sottopagati, finita una interminabile cena, magari anche questa tradizionale, con la sua tradizionale e cristiana famiglia, dopo un’inevitabilmente veloce sveltina con la cameriera romena di turno o qualche puttana nigeriana di turno in strada, non potrà non sentire l’urgente necessità di sfogare la sua repressione in compagnia dei suoi simili, grosso fucile in mano (almeno quello) in silenziosa attesa di qualche sfortunato fringuello.